Contributi

Contributi della Regione per l’acquisto di una parrucca

Dalle Asl un contributo-parrucca per le pazienti in chemioterapia

Repubblica - 23 febbraio 2010 pagina 4 sezione: TORINO

LE DONNE piemontesi che hanno perso i capelli per l'alopecia conseguente a chemioterapia potranno usufruire di un contributo regionale per l'acquisto di una parrucca. Lo ha deciso, oggi, la giunta regionale. «Il cancro - ha sottolineato l' assessore alla sanità Eleonora Artesio - rappresenta, spesso, indipendentemente dalla sua gravità, un'esperienza di vita in grado di modificare profondamente non soltanto il fisico, ma anche il carattere e lo spirito delle persone malate. Occorre pertanto garantire che le cure siano eccellenti sia per la qualità sanitaria sia per la loro capacità di rispettare l'umanità e l'integrità delle persone, garantendone il comfort materiale e psicologico». Le norme nazionali che indicano le protesi dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali dipendenti da qualunque causa non comprendono però le parrucche. Da qui la scelta della giunta piemontese di garantire un contributo per l'acquisto: il provvedimento prevede un contributo annuale di 250 euro per circa 2000 donne (tante sono le donne che ogni anno si sottopongono a terapie di questo genere in Piemonte), che sarà erogato dalle aziende sanitarie di residenza delle pazienti, in seguito alla presentazione della ricevuta d'acquisto. Il provvedimento riguarda anche bambine e adolescenti. «Le parrucche - conclude l'assessore Artesio - contribuiscono in modo determinante a migliorare le condizioni di vita delle donne sottoposte a chemioterapia, anche da un punto di vista estetico e, quindi, psicologico». - ma.tra.

AREZZO - Le donne colpite da tumore e sottoposte a chemioterapia, tra i tanti disagi ne subiscono uno di natura psicologica dettato dalla perdita di capelli. E quasi tutte ricorrono ad una parrucca in attesa della fine delle cure e della ricrescita della capigliatura.
La Regione Toscana ha riconosciuto questo passaggio come un aspetto necessario alla cura stessa della malattia, comprendendo chiaramente che l’effetto psicologico è una componente essenziale della terapia.
Dal primo gennaio scorso è diventata operativa una delibera della Regione che prevede un contributo economico fino ad un massimo di 250 €.
La Usl di Arezzo, per evitare che le persone interessate debbano compiere una serie di percorsi in diversi uffici, ha deciso che l’accoglimento delle domande con relativa documentazione, abbia luogo solo presso gli uffici della direzione della Zona Distretto competente per residenza dell'assistita (ad Arezzo presso il distretto di via Guadagnoli).
I documenti da presentare per accedere al contributo sono tre: la domanda da compilare su un modulo reperibile presso la direzione del distretto (può essere scaricato anche dal sito internet della usl al seguente indirizzo: www.usl8.ntc.it); la documentazione della spesa sostenuta per l'acquisto della parrucca (fattura od altro documento contabile); la certificazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata convenzionata, presso la quale è stato effettuato il trattamento chemioterapico, che attesti l'insorgenza di alopecia.

Chemioterapia

Toscana, parrucca rimborsata a chi fa chemioterapia

Dal 2007 le donne con un tumore che hanno perso i capeli potaranno chiedere un aiuto ala Regione. Coperta una spesa fin o - Dal prossimo anno, in Toscana, le donne colpite da un tumore che perdono i capelli per la chemioterapia potranno acquistare una parrucca con il contributo della Regione.
Basterà presentare una richiesta con autocertificazione e le ricevute relative al pagamento della parrucca, scelta ed acquistata dalla stessa paziente, per ottenere il rimborso. Il progetto prevede un investimento complessivo di 350mila euro, da utilizzare per rimborsi fino a 250 euro ciascuno, una cifra che permette di comprare una parrucca di buona qualità.
Non tutti i protocolli di chemioterapia provocano alopecia, cioè la caduta dei capelli, ma quando ciò accade può essere un momento particolarmente difficile, dal punto di vista psicologico.
«La malattia e le cure necessarie -ha affermato l’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi- aggiungono al dolore e al rischio della vita anche questa conseguenza così pesante per la persona. Intervenire con un sostegno è importante sotto il profilo umano, ma anche del benessere stesso della donna».


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